mercoledì 17 giugno 2009

GHEDINI FOR EVER


Coloro che si sentono orfani dell’avv. Taormina tirino un sospiro di sollievo; il nuovo astro che sorge nella giurisprudenza italiana si chiama Ghedini, il quale con sussiego tra l’avvocatesco e il politico cita – con la stessa compunzione con cui si recitano pater e gloria – l’innocenza e la buona fede del Capo. Però la sua specializzazione sono le arringhe che meritano il nobel per la brevità, in quanto consistenti di sole tre parole: ‘Ma va là!’, arringa più volte pronunziata davanti a Santoro, che era indeciso se inserirlo nella Nuova Edizione Illustrata del Codice giustinianeo o proporlo come primo relatore all’imminente Congresso internazionale di giurisprudenza. Ma il vero capolavoro del nostro è stato quando, qualche giorno fa, ha accusato l’avvocato di Zappaddu (il fotografo di Villa Certosa) di essere avvocato e al tempo stesso deputato. Quale meraviglia! Rimaniamo a bocca aperta; è come se risuscitasse Manzoni e accusasse Umberto Eco di scrivere romanzi storici. Che maligni quelli che dicono che questa è pura faziosità; io dico che qui siamo davanti al genio puro.

domenica 24 maggio 2009

SINONIMI E CONTRARI


Per il premier e per questa destra a corto di parole e di idee è sempre la stessa solfa: tutti quelli che pensano con la propria testa sono dei ‘comunisti’, con la variante ‘leninisti‘ e ‘stalinisti’; mi piacerebbe che il cavaliere ci dicesse se conosce la differenza fra i tre termini: non dovrebbe essere difficile per lui, dato che nelle sue letture impegnate si spinge fino a Gadamer e Popper. Comunque in questi giorni, dopo la sentenza di Milano, la frase ricorrente in tutti i TG è che questa (il riferimento è alla sentenza del giudice Angus), è una “giustizia a orologeria”. Gli spettatori (quelli che ancora hanno lo “stomaco” di guardare questi TG!) devono sorbirsi questi vacanzieri della politica che commentano, analizzano, disquisiscono e poi, tac, esce fuori sempre questa ‘giustizia a orologeria’. Ma non sarebbe meglio che si portassero dietro, magari istallato nel telefonino, un dizionario dei sinonimi e dei contrari, anziché affliggerci anche con questa assoluta e mortificante povertà, oltre che di intelligenza, anche di …lingua?

sabato 23 maggio 2009

I COMUNISTI SERVONO!


Convinta di non esistere più, la sinistra italiana potrebbe ridarsi animo seguendo quotidianamente le dichiarazioni di Berlusconi. Giudici comunisti, giornalisti comunisti, Parlamento comunista, perfino una moglie comunista: l´Italia vista dal premier sembra la Pietroburgo degli anni Dieci, pullulante di sovversivi. L´indimenticabile Taormina (a proposito: avvocato, ci manca!) in una delle sue innumerevoli cause perse ebbe a individuare addirittura "periti comunisti", capolavoro ineguagliato.
E mentre i comunisti residui si contendono disperatamente il gruzzolo di voti necessario per ottenere il quorum, e la sinistra affranta deve affidarsi al cardinale di Milano per ritrovare un qualche vigore polemico contro la xenofobia, oppure al valoroso democristiano Franceschini per ricordarsi che la popolarità di Berlinguer era due volte quella del premier e dieci volte quella di Bossi, Berlusconi basta da solo, con le sue paranoie da povero perseguitato, a moltiplicare a dismisura il fantasma del comunismo. Intoccato dalle sentenze passate presenti e future, circondato da pretoriani, avvocati, giornalisti di proprietà, adorato da due italiani su cinque, desiderato fisicamente da stuoli di pon-pon girls, potrebbe godersi quel perenne e festoso condono che è la sua vita. Non può farlo – dice – per colpa dei comunisti. Si scopre infine, e non era previsto, che i comunisti servono a qualcosa.


(Michele Serra, laRepubblica 23mag2009)