giovedì 12 febbraio 2009

IL CROLLO DEL PONTE

U primu cretinu / si metti a trumma,
e arriva a notizia / comu ‘na bumma
“Cadìu u ponti Oretu” / e i cchiù arditi
dicinu ca ci sunnu / morti e feriti.

Subitu si telefona / o pumperi
pi sapiri si sunnu / cosi veri
e chiddu dici / in manera scrianzata
ca è ‘na cosa foddi, / assurda e ‘nvintata

Ma firria ancora / a notizia cchiù gravi
ca ‘un fu sulu u ponti / a ghiri o funnu
ma ca arrivò puru / a fini d’u munnu.

Ma è mai possibili / ca ’anticchia ‘i nivi
a un ciriveddu / intelligenti e finu
ci fa l’effettu / di ‘na buttigghia ‘i vinu?

12 Febbraio 2008

domenica 8 febbraio 2009

LA FINE DELLA REPUBBLICA


Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell´elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello così basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli - come dire - fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati.
In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più dolorosi sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di "bell´aspetto". Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L´illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta.

(Michele Serra, laRepubblica 9 Febbraio 2009)

martedì 3 febbraio 2009

CONTRO LE "OSTERIE PADANE"


Un doppio hurrà per l´ex ministro Giuseppe Pisanu, che denuncia le "osterie padane" come nefaste ispiratrici di politiche miopi e ringhiose. Del resto, come potrebbe l´ex segretario personale di Benigno Zaccagnini, cresciuto nel cattolicesimo sociale e solidale, ragionare con il metro piccino e reazionario del leghismo?
Rimane un cruccio. E rimane un mistero. Come è stato possibile, in questi lunghi anni, che fior di democratici abbiano ingoiato l´alleanza politica con il partito dei Gentilini e dei Borghezio? I Pisanu, i Casini, i pochi veri liberali di Forza Italia, i socialisti della diaspora, il neo-repubblicano Fini, come hanno potuto? Va bene il potere, che lusinga e obnubila, va bene la necessità, in governi di coalizione, di chiudere un occhio sulle teste calde e sulle frange estreme. Ma se l´Italia è l´unico paese europeo con il partito xenofobo non solo sdoganato, ma anche solidamente al governo, non è forse anche per le omissioni e l´acquiescenza di quelli come Pisanu? Il "peso condizionante della Lega", che ora Pisanu denuncia come un problema grave, e una zavorra per il futuro, non era forse percepibile anche dieci o quindici anni fa? Dunque a che titolo lamentarsi, adesso, se la politica italiana è dominata "da un clima emotivo che eccita gli istinti più bassi" (ancora Pisanu)?
(Michele Serra, laRepubblica 3.1.09)